Ciceri e tria, la ricetta salentina tra crema e croccantezza

Sue ellen Monti .

3 maggio 2026

Piatto di ciceri e tria, pasta fresca con ceci, guarnito con rosmarino e croccanti straccetti fritti. Olio d'oliva e ceci sparsi intorno.

Quando un primo riesce a unire la cremosità dei legumi e il profumo della pasta appena fritta, non serve molto altro per portare in tavola il Salento. Ciceri e tria è una preparazione contadina fatta di ceci, semola e olio extravergine, ma il risultato dipende da alcuni passaggi precisi. Qui mostro dosi, tempi, tecnica tradizionale, varianti utili ed errori da evitare.

Un primo salentino semplice, rustico e sorprendentemente completo

  • Ingredienti base sono ceci, semola di grano duro, acqua e aromi.
  • La pasta viene divisa in due parti: una si lessa e una si frigge.
  • Per i ceci secchi servono 10-12 ore di ammollo e circa 2 ore di cottura.
  • La consistenza migliore nasce dall’incontro tra crema, pasta morbida e croccantezza.
  • Il piatto è legato alla cucina del Salento e, in molte famiglie, alla festa di San Giuseppe.

Piatto di ciceri e tria, pasta fresca con ceci e croccanti strisce di pasta fritta, servito in un piatto decorato.

Che cosa rende speciale questo primo salentino

La preparazione appartiene alla famiglia delle paste e ceci, ma ha una personalità precisa. La caratteristica che la distingue è la tria, una pasta in sfoglia tagliata a strisce, di cui una parte viene fritta nell’olio e aggiunta solo alla fine.

Nel piatto si incontrano quindi tre consistenze. I ceci devono risultare teneri e leggermente cremosi, la pasta lessata deve assorbire il loro brodo e quella fritta deve conservare un morso asciutto e croccante. È questo contrasto, più ancora del condimento, a fare la differenza.

Nel Salento il piatto può essere chiamato anche ciciri e tria, massa con i ceci o massa di San Giuseppe. Il nome cambia da paese a paese, così come cambiano alcuni dettagli della ricetta. La base, però, resta riconoscibile e appartiene alla tradizione dei primi poveri, capaci di trasformare pochi ingredienti in un pasto sostanzioso.

La ricetta è spesso preparata il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, anche se oggi si trova durante tutto l’anno nelle case e nelle trattorie salentine. Personalmente la considero un piatto da servire quando si vuole dare spazio alla materia prima, senza coprirla con sughi complessi.

Ingredienti e dosi per quattro persone

Per ottenere un risultato equilibrato preferisco usare ceci secchi e semola rimacinata di grano duro. I ceci in barattolo sono comodi, ma hanno una consistenza più uniforme e un brodo meno profumato. Se si scelgono, bisogna comunque sciacquarli bene e usarne circa 500-550 grammi sgocciolati.

Ingrediente Quantità Indicazioni
Ceci secchi 300 g Da lasciare in ammollo per una notte
Semola rimacinata 300 g Per la pasta fatta in casa
Acqua 150-170 ml Da aggiungere poco alla volta all’impasto
Sedano, carota e cipolla Quanto basta Per il brodo dei ceci
Aglio e alloro 1 spicchio e 1 foglia Facoltativi, ma consigliati
Olio extravergine d’oliva 5-6 cucchiai Per la cottura e il condimento finale
Olio per friggere Circa 300 ml La quantità varia in base alla padella
Sale e pepe nero Quanto basta Da dosare alla fine

Il pomodoro non è indispensabile. Esistono versioni con pochi pomodorini o un cucchiaio di passata, ma la versione in bianco lascia emergere meglio il sapore dei ceci e il profumo dell’olio pugliese.

Come preparare la pasta e i ceci con la tecnica giusta

Cuocere i ceci lentamente

Metto i ceci in una ciotola capiente, li copro con abbondante acqua e li lascio riposare per 10-12 ore. Dopo l’ammollo li scolo e li trasferisco in una pentola con sedano, carota, cipolla, alloro e acqua pulita.

La cottura deve essere dolce, senza bollore aggressivo, per circa 90-120 minuti. Il sale lo aggiungo verso la fine, quando i ceci sono già teneri. In pentola a pressione bastano mediamente 35-40 minuti, ma il tempo dipende dall’età dei legumi.

Impastare e tagliare la tria

Verso la semola sul piano di lavoro, aggiungo l’acqua poco alla volta e impasto fino a ottenere un composto elastico, non appiccicoso. Dopo un riposo coperto di 30 minuti, stendo la sfoglia abbastanza sottile, circa 2 millimetri, e la taglio in strisce irregolari larghe 1 centimetro.

Non cerco una pasta perfettamente identica in ogni pezzo. Una leggera irregolarità è parte del carattere casalingo del piatto, purché le strisce abbiano uno spessore simile e cuociano nello stesso momento.

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Lessare e friggere la pasta

Quando i ceci sono pronti, ne schiaccio una piccola parte con il cucchiaio per rendere il brodo più cremoso. Divido la pasta in due porzioni. La maggior parte cuoce direttamente nel brodo dei ceci per 5-7 minuti, mentre il resto viene fritto in olio caldo a circa 170-180 °C.

Le strisce fritte devono diventare dorate, non scure. Le scolo su carta assorbente e le aggiungo ai piatti appena prima di servire, così mantengono la loro fragranza. Un filo d’olio a crudo e una macinata di pepe completano il primo.

  1. Lasciare i ceci in ammollo e cuocerli con gli aromi.
  2. Preparare l’impasto di semola e farlo riposare.
  3. Stendere e tagliare la sfoglia in strisce.
  4. Cuocere una parte della pasta nel brodo dei ceci.
  5. Friggere il resto e distribuirlo sopra ogni porzione.

Gli errori che fanno perdere equilibrio al piatto

Il primo errore è trattare questa ricetta come una normale pasta e ceci. Se tutto viene lessato, manca il contrasto principale; se invece si frigge troppa pasta, il piatto diventa pesante e i ceci passano in secondo piano.

  • Ceci poco cotti. Devono poter essere schiacciati facilmente con una forchetta.
  • Brodo troppo liquido. Una parte dei legumi va ammorbidita per ottenere una consistenza vellutata.
  • Pasta troppo spessa. Rimane dura al centro e non assorbe bene il sapore del brodo.
  • Olio poco caldo. La pasta assorbe grasso invece di diventare croccante.
  • Frittura anticipata. Le strisce perdono rapidamente fragranza se restano a lungo all’aria.
  • Sale aggiunto subito ai ceci. Può rendere la buccia più tenace e allungare la cottura.

Un altro dettaglio spesso sottovalutato è la quantità di acqua. Il piatto deve essere umido e cremoso, ma non una zuppa. Io tengo da parte un mestolo di brodo caldo per correggere la densità direttamente in pentola, senza aggiungere acqua fredda.

Varianti tradizionali e abbinamenti che funzionano

Non esiste una sola interpretazione domestica. Le differenze più frequenti riguardano il tipo di ceci, la presenza del pomodoro e la quantità di pasta fritta. La tabella aiuta a scegliere senza allontanarsi troppo dall’identità del piatto.

Variante Che cosa cambia Quando sceglierla
In bianco Ceci, aromi, olio e pepe Per assaporare la versione più pulita e delicata
Con pomodoro Pochi pomodorini o passata Quando si desidera un gusto più mediterraneo e deciso
Con ceci neri Legumi più saporiti e dalla buccia consistente Per un piatto rustico, da cuocere con maggiore pazienza
Con peperoncino Una piccola quantità nell’olio Per aggiungere calore senza coprire il legume

Per accompagnare questo primo sceglierei un vino bianco pugliese fresco, servito non troppo freddo, oppure una birra chiara poco amara. Anche il pane può avere un ruolo, ma in piccole quantità: tra ceci e pasta il piatto è già nutriente e saziante.

Se preparo la ricetta in anticipo, conservo separatamente la pasta fritta e la aggiungo solo al momento del servizio. I ceci, invece, possono essere cotti il giorno prima e riscaldati lentamente con qualche cucchiaio della loro acqua.

Il contrasto tra crema e croccantezza è la vera firma salentina

Per riuscire bene, questo primo non ha bisogno di ingredienti costosi. Servono soprattutto ceci ben cotti, pasta sottile e frittura espressa. Sono questi tre passaggi a trasformare una semplice pasta con i legumi in una specialità riconoscibile.

Io lo servirei in piatti fondi, con la parte cremosa ben calda e la pasta dorata distribuita all’ultimo. In questo modo ogni boccone conserva il carattere del Salento, fatto di semplicità, pazienza e un piccolo gesto goloso che cambia completamente il risultato.

Domande frequenti

Per quattro persone servono 300 g di ceci secchi e 300 g di semola rimacinata di grano duro. Per l’impasto occorrono 150-170 ml di acqua, da aggiungere poco alla volta, mentre per friggere la pasta servono circa 300 ml di olio.
La tria va divisa in due parti: la maggior parte viene lessata per 5-7 minuti direttamente nel brodo dei ceci, mentre il resto viene fritto in olio caldo a 170-180 °C. La pasta fritta va aggiunta solo al momento di servire, così conserva la fragranza.
I ceci vanno lasciati in ammollo per 10-12 ore, poi cotti lentamente con sedano, carota, cipolla, alloro e acqua pulita per circa 90-120 minuti. In pentola a pressione bastano mediamente 35-40 minuti, in base all’età dei legumi. Il sale si aggiunge verso la fine.
I ceci possono essere cotti il giorno prima e riscaldati lentamente con qualche cucchiaio della loro acqua. La pasta fritta va invece conservata separatamente e aggiunta solo al servizio, perché perde rapidamente croccantezza se resta a lungo all’aria.
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Autor Sue ellen Monti
Sue ellen Monti
Mi chiamo Sue Ellen Monti e la mia passione per la cucina italiana, in particolare per gli impasti, i dolci e i sapori autentici, mi accompagna da ben 14 anni. Ho iniziato questo percorso quasi per caso, ma ben presto ho capito che la cura dei dettagli, la ricerca delle materie prime e la sperimentazione in cucina erano diventate per me una vera e propria vocazione. Sul sito panificiopizzeriaegastronomiabiancavilla.it, mi dedico a condividere con voi tutto ciò che ho imparato, cercando di rendere accessibili anche gli argomenti più complessi, che si tratti di lievitazione, della preparazione di un dolce perfetto o della riscoperta di antiche ricette. Il mio obiettivo è offrire contenuti chiari, affidabili e sempre aggiornati, basati su un'attenta verifica delle informazioni e su un confronto costante con le tendenze del settore, per aiutarvi a portare in tavola il meglio della tradizione culinaria italiana.
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