Quando un primo riesce a unire la cremosità dei legumi e il profumo della pasta appena fritta, non serve molto altro per portare in tavola il Salento. Ciceri e tria è una preparazione contadina fatta di ceci, semola e olio extravergine, ma il risultato dipende da alcuni passaggi precisi. Qui mostro dosi, tempi, tecnica tradizionale, varianti utili ed errori da evitare.
Un primo salentino semplice, rustico e sorprendentemente completo
- Ingredienti base sono ceci, semola di grano duro, acqua e aromi.
- La pasta viene divisa in due parti: una si lessa e una si frigge.
- Per i ceci secchi servono 10-12 ore di ammollo e circa 2 ore di cottura.
- La consistenza migliore nasce dall’incontro tra crema, pasta morbida e croccantezza.
- Il piatto è legato alla cucina del Salento e, in molte famiglie, alla festa di San Giuseppe.

Che cosa rende speciale questo primo salentino
La preparazione appartiene alla famiglia delle paste e ceci, ma ha una personalità precisa. La caratteristica che la distingue è la tria, una pasta in sfoglia tagliata a strisce, di cui una parte viene fritta nell’olio e aggiunta solo alla fine.
Nel piatto si incontrano quindi tre consistenze. I ceci devono risultare teneri e leggermente cremosi, la pasta lessata deve assorbire il loro brodo e quella fritta deve conservare un morso asciutto e croccante. È questo contrasto, più ancora del condimento, a fare la differenza.
Nel Salento il piatto può essere chiamato anche ciciri e tria, massa con i ceci o massa di San Giuseppe. Il nome cambia da paese a paese, così come cambiano alcuni dettagli della ricetta. La base, però, resta riconoscibile e appartiene alla tradizione dei primi poveri, capaci di trasformare pochi ingredienti in un pasto sostanzioso.
La ricetta è spesso preparata il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, anche se oggi si trova durante tutto l’anno nelle case e nelle trattorie salentine. Personalmente la considero un piatto da servire quando si vuole dare spazio alla materia prima, senza coprirla con sughi complessi.
Ingredienti e dosi per quattro persone
Per ottenere un risultato equilibrato preferisco usare ceci secchi e semola rimacinata di grano duro. I ceci in barattolo sono comodi, ma hanno una consistenza più uniforme e un brodo meno profumato. Se si scelgono, bisogna comunque sciacquarli bene e usarne circa 500-550 grammi sgocciolati.
| Ingrediente | Quantità | Indicazioni |
|---|---|---|
| Ceci secchi | 300 g | Da lasciare in ammollo per una notte |
| Semola rimacinata | 300 g | Per la pasta fatta in casa |
| Acqua | 150-170 ml | Da aggiungere poco alla volta all’impasto |
| Sedano, carota e cipolla | Quanto basta | Per il brodo dei ceci |
| Aglio e alloro | 1 spicchio e 1 foglia | Facoltativi, ma consigliati |
| Olio extravergine d’oliva | 5-6 cucchiai | Per la cottura e il condimento finale |
| Olio per friggere | Circa 300 ml | La quantità varia in base alla padella |
| Sale e pepe nero | Quanto basta | Da dosare alla fine |
Il pomodoro non è indispensabile. Esistono versioni con pochi pomodorini o un cucchiaio di passata, ma la versione in bianco lascia emergere meglio il sapore dei ceci e il profumo dell’olio pugliese.
Come preparare la pasta e i ceci con la tecnica giusta
Cuocere i ceci lentamente
Metto i ceci in una ciotola capiente, li copro con abbondante acqua e li lascio riposare per 10-12 ore. Dopo l’ammollo li scolo e li trasferisco in una pentola con sedano, carota, cipolla, alloro e acqua pulita.
La cottura deve essere dolce, senza bollore aggressivo, per circa 90-120 minuti. Il sale lo aggiungo verso la fine, quando i ceci sono già teneri. In pentola a pressione bastano mediamente 35-40 minuti, ma il tempo dipende dall’età dei legumi.
Impastare e tagliare la tria
Verso la semola sul piano di lavoro, aggiungo l’acqua poco alla volta e impasto fino a ottenere un composto elastico, non appiccicoso. Dopo un riposo coperto di 30 minuti, stendo la sfoglia abbastanza sottile, circa 2 millimetri, e la taglio in strisce irregolari larghe 1 centimetro.
Non cerco una pasta perfettamente identica in ogni pezzo. Una leggera irregolarità è parte del carattere casalingo del piatto, purché le strisce abbiano uno spessore simile e cuociano nello stesso momento.
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Lessare e friggere la pasta
Quando i ceci sono pronti, ne schiaccio una piccola parte con il cucchiaio per rendere il brodo più cremoso. Divido la pasta in due porzioni. La maggior parte cuoce direttamente nel brodo dei ceci per 5-7 minuti, mentre il resto viene fritto in olio caldo a circa 170-180 °C.
Le strisce fritte devono diventare dorate, non scure. Le scolo su carta assorbente e le aggiungo ai piatti appena prima di servire, così mantengono la loro fragranza. Un filo d’olio a crudo e una macinata di pepe completano il primo.
- Lasciare i ceci in ammollo e cuocerli con gli aromi.
- Preparare l’impasto di semola e farlo riposare.
- Stendere e tagliare la sfoglia in strisce.
- Cuocere una parte della pasta nel brodo dei ceci.
- Friggere il resto e distribuirlo sopra ogni porzione.
Gli errori che fanno perdere equilibrio al piatto
Il primo errore è trattare questa ricetta come una normale pasta e ceci. Se tutto viene lessato, manca il contrasto principale; se invece si frigge troppa pasta, il piatto diventa pesante e i ceci passano in secondo piano.
- Ceci poco cotti. Devono poter essere schiacciati facilmente con una forchetta.
- Brodo troppo liquido. Una parte dei legumi va ammorbidita per ottenere una consistenza vellutata.
- Pasta troppo spessa. Rimane dura al centro e non assorbe bene il sapore del brodo.
- Olio poco caldo. La pasta assorbe grasso invece di diventare croccante.
- Frittura anticipata. Le strisce perdono rapidamente fragranza se restano a lungo all’aria.
- Sale aggiunto subito ai ceci. Può rendere la buccia più tenace e allungare la cottura.
Un altro dettaglio spesso sottovalutato è la quantità di acqua. Il piatto deve essere umido e cremoso, ma non una zuppa. Io tengo da parte un mestolo di brodo caldo per correggere la densità direttamente in pentola, senza aggiungere acqua fredda.
Varianti tradizionali e abbinamenti che funzionano
Non esiste una sola interpretazione domestica. Le differenze più frequenti riguardano il tipo di ceci, la presenza del pomodoro e la quantità di pasta fritta. La tabella aiuta a scegliere senza allontanarsi troppo dall’identità del piatto.
| Variante | Che cosa cambia | Quando sceglierla |
|---|---|---|
| In bianco | Ceci, aromi, olio e pepe | Per assaporare la versione più pulita e delicata |
| Con pomodoro | Pochi pomodorini o passata | Quando si desidera un gusto più mediterraneo e deciso |
| Con ceci neri | Legumi più saporiti e dalla buccia consistente | Per un piatto rustico, da cuocere con maggiore pazienza |
| Con peperoncino | Una piccola quantità nell’olio | Per aggiungere calore senza coprire il legume |
Per accompagnare questo primo sceglierei un vino bianco pugliese fresco, servito non troppo freddo, oppure una birra chiara poco amara. Anche il pane può avere un ruolo, ma in piccole quantità: tra ceci e pasta il piatto è già nutriente e saziante.
Se preparo la ricetta in anticipo, conservo separatamente la pasta fritta e la aggiungo solo al momento del servizio. I ceci, invece, possono essere cotti il giorno prima e riscaldati lentamente con qualche cucchiaio della loro acqua.
Il contrasto tra crema e croccantezza è la vera firma salentina
Per riuscire bene, questo primo non ha bisogno di ingredienti costosi. Servono soprattutto ceci ben cotti, pasta sottile e frittura espressa. Sono questi tre passaggi a trasformare una semplice pasta con i legumi in una specialità riconoscibile.
Io lo servirei in piatti fondi, con la parte cremosa ben calda e la pasta dorata distribuita all’ultimo. In questo modo ogni boccone conserva il carattere del Salento, fatto di semplicità, pazienza e un piccolo gesto goloso che cambia completamente il risultato.