Risotto al radicchio rosso cremoso, senza panna

Sue ellen Monti .

10 agosto 2026

Un cremoso risotto al radicchio rosso, con un cespo intero e foglie sparse, pronto per essere gustato.

Un buon risotto al radicchio rosso deve tenere insieme tre elementi: la cremosità del riso, l’amaro elegante della verdura e una mantecatura capace di arrotondare il gusto. Qui trovi dosi precise per quattro persone, metodo di cottura, scelta del radicchio, varianti e piccoli accorgimenti per portare in tavola un primo piatto equilibrato, senza usare la panna.

La formula per un risotto cremoso, equilibrato e davvero espressivo

  • Riso adatto: Carnaroli o Vialone Nano, 80 g a persona.
  • Brodo caldo: circa 1,2 litri, da aggiungere poco alla volta.
  • Cottura: 16-18 minuti, con il riso sempre leggermente al dente.
  • Mantecatura: burro freddo e Parmigiano a fuoco spento.
  • Equilibrio: il radicchio si abbina bene a formaggi cremosi, frutta secca, pere e speck.

Un cremoso risotto al radicchio rosso, guarnito con nocciole tostate e scaglie di formaggio.

Il radicchio giusto cambia davvero il risultato

Per questa preparazione scelgo volentieri il Radicchio Rosso di Treviso, soprattutto nella versione tardiva. Ha foglie più consistenti e tende a mantenere una piacevole struttura anche dopo la cottura. Il radicchio tondo di Chioggia è più facile da trovare e funziona bene, ma rilascia più acqua e offre un gusto generalmente più deciso.

La nota amarognola non è un difetto da cancellare. È proprio ciò che rende interessante questo primo, purché venga bilanciata con la dolcezza naturale della cipolla, la parte grassa del burro e la sapidità del formaggio. Io lascio una parte del radicchio leggermente croccante da aggiungere alla fine, perché il contrasto di consistenze rende il piatto meno uniforme.

Come prepararlo prima della cottura

Elimino le foglie esterne rovinate, taglio il cespo a metà e lo affetto in striscioline sottili. Dopo averlo lavato, lo asciugo bene: l’acqua in eccesso abbassa la temperatura della padella e rende il sapore più acquoso.

Se il radicchio è particolarmente amaro, posso lasciarlo in acqua fredda per 10-15 minuti, poi lo scolo e lo asciugo con cura. Non lo faccio sempre, perché un radicchio tardivo di buona qualità ha già un amaro elegante che preferisco conservare.

Dosi e ingredienti per quattro persone

Ingrediente Quantità Funzione
Riso Carnaroli o Vialone Nano 320 g Regge la cottura e libera amido
Radicchio rosso pulito 300-350 g Dona colore, profumo e nota amarognola
Brodo vegetale caldo 1,1-1,2 l Cuocere il riso senza bloccare la temperatura
Scalogno o cipolla dolce 50 g Costruire una base morbida e leggermente dolce
Vino bianco secco 100 ml Sfumare e dare freschezza
Burro 40 g Rendere vellutata la mantecatura
Parmigiano Reggiano grattugiato 60 g Aggiungere sapidità e cremosità
Olio extravergine di oliva 2 cucchiai Rosolare il fondo senza appesantirlo
Sale e pepe Quanto basta Regolare il gusto alla fine

Con queste dosi si ottengono quattro porzioni da primo piatto. Il brodo è indicativo, perché l’assorbimento cambia secondo il riso, la padella e l’intensità del fuoco: è meglio averne un po’ in più che trovarsi a usare acqua fredda a metà cottura.

Il metodo per ottenere la consistenza all’onda

  1. Preparo il radicchio. In una padella scaldo un cucchiaio d’olio, aggiungo metà del radicchio e lo salto per 3-4 minuti. Deve appassire, non diventare molle e scuro. Lo tengo da parte.
  2. Creo il fondo. Nella casseruola unisco l’olio restante e lo scalogno tritato. Lo lascio ammorbidire a fuoco dolce per 3-4 minuti, senza farlo dorare troppo.
  3. Tuono il riso. Verso il riso e lo mescolo per circa 2 minuti. I chicchi devono diventare leggermente traslucidi ai bordi e restare asciutti.
  4. Sfumo. Aggiungo il vino e aspetto che la parte alcolica evapori completamente. Per un sapore più intenso posso usare vino rosso, ma il risultato sarà più robusto.
  5. Cuocio lentamente. Verso un mestolo di brodo bollente alla volta, aggiungendo il successivo solo quando il precedente è quasi assorbito. Mescolo con regolarità per favorire la fuoriuscita dell’amido.
  6. Unisco il radicchio. Aggiungo la parte cotta dopo circa 10 minuti e completo la cottura per altri 6-8 minuti. Il riso deve risultare morbido fuori e appena resistente al centro.
  7. Manteco fuori dal fuoco. Spengo, inserisco burro freddo e Parmigiano, copro e lascio riposare per 1-2 minuti. Poi mescolo energicamente fino a ottenere una consistenza cremosa, fluida e non compatta.

La consistenza corretta è quella all’onda: inclinando il piatto, il risotto si muove lentamente senza diventare liquido. Se appare troppo denso, incorporo un cucchiaio di brodo caldo; se è troppo fluido, aspetto un minuto prima di aggiungerne altro.

Come bilanciare l’amaro con varianti ben riuscite

La ricetta base è già completa, ma il carattere del radicchio permette abbinamenti molto diversi. Io preferisco aggiungere un solo ingrediente principale alla volta, così il suo gusto rimane riconoscibile e il piatto non diventa confuso.

Vino rosso per un gusto più intenso

Sostituisco il vino bianco con 100 ml di vino rosso secco, preferibilmente non troppo tannico. Il colore diventa più profondo e il risultato è adatto alle giornate fredde, ma bisogna dosare bene il formaggio per non rendere il risotto eccessivamente sapido.

Formaggio cremoso per una versione più avvolgente

Al posto del Parmigiano posso usare 70-80 g di taleggio, privato della crosta e aggiunto durante la mantecatura. È una variante ricca e morbida, ideale quando il radicchio è molto amaro, ma meno indicata se si cerca un primo leggero.

Pera e noci per un contrasto dolce

Una pera soda tagliata a piccoli cubetti, aggiunta negli ultimi 3 minuti, attenua l’amaro senza coprirlo. Completo con 30 g di noci tostate appena prima di servire: la frutta secca porta croccantezza e rende il piatto più interessante anche senza carne.

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Speck per una nota affumicata

Rosolo a parte 80 g di speck tagliato sottile e lo uso come guarnizione finale. In questo caso riduco il sale e non esagero con il Parmigiano, perché la sapidità dello speck deve restare un accento, non diventare il sapore dominante.

Gli errori che compromettono il risotto

Usare brodo freddo è uno degli sbagli più comuni. Ogni aggiunta abbassa la temperatura della casseruola, rallenta la cottura e può lasciare il riso cotto fuori ma duro al centro. Il brodo deve rimanere caldo in un pentolino accanto ai fornelli.

Un altro errore è versare tutto il liquido insieme. Il risotto non deve bollire come una minestra: aggiunte graduali e mescolate regolari aiutano il chicco a liberare amido, che è ciò che crea la cremosità naturale.

Evito anche di cuocere il radicchio per tutto il tempo. Se rimane in pentola dall’inizio, perde colore e profumo; se lo aggiungo solo a fine cottura, invece, il gusto può risultare troppo crudo. Il compromesso migliore è inserirne una parte a metà cottura e conservarne qualche strisciolina per il finale.

Infine, non manteco mai sul fuoco acceso. Il calore diretto separa i grassi e può rendere il composto pesante. Un minuto di riposo fuori dal fuoco fa spesso più differenza di una quantità maggiore di burro.

Come servirlo senza perdere cremosità e profumo

Servo il risotto appena mantecato, in piatti piani leggermente caldi. Completo con il radicchio tenuto da parte, una macinata di pepe e, se ho scelto la versione semplice, qualche scaglia sottile di Parmigiano.

Con la preparazione al vino bianco abbino un Soave o un Pinot Grigio; con quella al vino rosso preferisco un rosso giovane e poco tannico. Il piatto non ama gli abbinamenti troppo potenti, che rischiano di accentuare l’amaro invece di accompagnarlo.

Questo è un primo da mangiare subito. Se ne avanza, lo conservo in frigorifero e lo riscaldo il giorno dopo con un goccio di brodo, sapendo però che perderà parte della consistenza all’onda ottenuta al momento.

Il dettaglio finale che fa ricordare questo primo

La differenza non la fa una lunga lista di ingredienti, ma il controllo di pochi passaggi: radicchio ben asciutto, brodo caldo, cottura graduale e mantecatura a fuoco spento. Quando il gusto amarognolo resta riconoscibile ma viene accompagnato da burro, formaggio o un elemento dolce, il risotto acquista equilibrio senza perdere personalità.

Io lo porto in tavola semplice quando il radicchio è buono e di stagione; scelgo invece pere, noci o taleggio solo quando desidero una versione più ricca. È proprio questa flessibilità a renderlo un ottimo primo piatto italiano, elegante per una cena e abbastanza concreto per il pranzo di tutti i giorni.

Domande frequenti

Il Radicchio Rosso di Treviso, soprattutto tardivo, mantiene meglio la struttura durante la cottura. Anche il radicchio di Chioggia è adatto, ma rilascia più acqua e ha un gusto generalmente più deciso. Se è molto amaro, puoi lasciarlo in acqua fredda per 10-15 minuti, poi asciugarlo con cura.
Servono 320 g di riso Carnaroli o Vialone Nano e circa 1,1-1,2 litri di brodo vegetale caldo. Il brodo va aggiunto un mestolo alla volta, perché l’assorbimento varia in base al riso, alla padella e all’intensità del fuoco.
Cuoci il riso per 16-18 minuti aggiungendo gradualmente il brodo e mescolando con regolarità. A fuoco spento, manteca con 40 g di burro freddo e 60 g di Parmigiano Reggiano, poi lascia riposare per 1-2 minuti. Se necessario, aggiungi un cucchiaio di brodo caldo per ottenere la consistenza all’onda.
Puoi usare 70-80 g di taleggio per una versione più avvolgente, oppure una pera soda e 30 g di noci tostate per un contrasto dolce e croccante. Per una nota affumicata, aggiungi 80 g di speck rosolato, riducendo il sale e il Parmigiano.
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Sue ellen Monti
Mi chiamo Sue Ellen Monti e la mia passione per la cucina italiana, in particolare per gli impasti, i dolci e i sapori autentici, mi accompagna da ben 14 anni. Ho iniziato questo percorso quasi per caso, ma ben presto ho capito che la cura dei dettagli, la ricerca delle materie prime e la sperimentazione in cucina erano diventate per me una vera e propria vocazione. Sul sito panificiopizzeriaegastronomiabiancavilla.it, mi dedico a condividere con voi tutto ciò che ho imparato, cercando di rendere accessibili anche gli argomenti più complessi, che si tratti di lievitazione, della preparazione di un dolce perfetto o della riscoperta di antiche ricette. Il mio obiettivo è offrire contenuti chiari, affidabili e sempre aggiornati, basati su un'attenta verifica delle informazioni e su un confronto costante con le tendenze del settore, per aiutarvi a portare in tavola il meglio della tradizione culinaria italiana.
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